Christian

Christian

Marketing territoriale

 
 
 
 

INDICE ANALITICO GENERALE

tutte le voci del sito

 
 
 

Il marketing territoriale è una attività strategica di carattere strutturale, ma anche operativa, di sviluppo economico e sociale di un territorio, tendente a soddisfare una domanda di mercato ed a creare un valore aggiunto.

Il fine è l'attrazione di investimenti diretti (esteri e nazionali), persone con specifiche competenze, occasioni di lavoro e loro capacità di spesa, mantenere in loco le imprese già insediate, nonché migliorare le prestazioni economico-sociali del sistema locale, anche attraverso azioni di benchmarking. Si tratta di individuare gli specifici fattori di localizzazione, saper offrire le migliori condizioni e sviluppare le proprie potenzialità (si veda la scheda: Capitali e vocazioni territoriali). Da un punto di vista sociale l'accento è posto sulla qualità della vita, il benessere ed il sistema dei servizi. (vedi la scheda: Marketing sociale)

I compiti che il marketing territoriale svolge sul piano strategico sono essenzialmente due:

· sviluppare una chiave di lettura del territorio in funzione della soddisfazione delle esigenze della sua domanda attuale e potenziale di investimenti produttivi;

· individuare e attrarre quelle parti della domanda di investimenti produttivi che si ritengono "migliori" per la dinamica evolutiva del territorio, ovvero confacenti alle sue caratteristiche.

Strumento tipico è una SWOT analysis del territorio che consente ai responsabili politici locali di impostare interventi di miglioramento delle condizioni insediative del proprio territorio, individuare come meglio gestire le risorse pubbliche e private presenti al suo interno, definire spazi, funzioni e servizi concretamente realizzabili e valorizzanti per la collettività e gli investitori e, quindi, definire i cardini sui quali puntare per far conoscere e valorizzare un territorio.

 

Approfondimenti

Il tema è strettamente connesso a quanto sviluppato nel capitolo 3 “Un approccio strutturale” del testo di Merlo G. (p. 75-97) in cui si sposta il punto di osservazione dall’individuo (la persona, le possibilità e le modalità del suo vivere) al sistema sociale, economico e produttivo.

Sul tema si veda anche la scheda: Marketing sociale

 

Sergio Zucchetti , IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO?, Liuc Papers, n. 214, Serie Economia e Istituzioni 21, marzo 2008

http://www.biblio.liuc.it/liucpap/pdf/214.pdf

Matteo G. Caroli, Il marketing territoriale. Strategie per la competitività sostenibile del territorio, Angeli 2006

Matteo G. Caroli, Il marketing territoriale: idee ed esperienze nelle regioni italiane, Angeli 2011

Giorgio Casoni, Anna Cavalleri, Daniele Fanzini, Carlo Franzato, Esperienze di marketing territoriale strategico per l’innovazione e la competitività territoriale in area vasta

http://www.academia.edu/2509877/Esperienze_di_marketing_territoriale_strategico_per_l_innovazione_e_la_competitivit%C3%A0_territoriale_in_area_vasta

Provincia di Torino: POLITICHE DI SVILUPPO LOCALE

http://www.provincia.torino.gov.it/sviluppolocale/prog_real/politiche/marketing/

Città di Venezia, Il marketing territoriale e urbano

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1936
 
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/marketing-territoriale?authuser=0
 
 
 

INDICE ANALITICO GENERALE

tutte le voci del sito

 
 
 

vedi anche la scheda: FINANZIAMENTO AGLI ENTI

 

scheda a cura di Giorgio Gatti e Massimo Porta

 

Sperimentato in sanità, il pagamento "in bundle" (“a pacco”), noto anche come pagamento basato su episodi, si applica quando uno stesso paziente, per una stessa patologia, è trattato da diversi fornitori di assistenza sanitaria (es. ospedali e medici di territorio).

In un sistema di pagamento in bundle, i trattamenti medici vengono pagati come un unico servizio end-to-end[1], cioè indipendentemente dal numero di luoghi o operatori sanitari che forniscono servizi: un pagamento unico che copre l'intero episodio dal trattamento al recupero, sulla base di costi standard.

Una metodologia aggregata di pagamento in cui i costi dei servizi e delle prestazioni richiesti per un singolo episodio di assistenza (che comprende le procedure per l’acuto e per un periodo di post-acuto) sono ”impacchettati” in un unico budget predefinito a priori.

Il pagamento è collegato e condizionato dal risultato finale cioè dallo stato di salute conseguito dal paziente.

Il budget per episodio si basa su 3 componenti:

• Un pagamento di base

• Una quota modificata in base ai parametri di gravità del paziente, definiti dai DRG (tariffa per una prestazione di ricovero )

• Un supplemento/detrazione per i Potentially Avoidable Costs (PACs), ovvero i costi supplementari attribuibili a cattiva pratica clinica.

Se al termine dell’episodio il costo effettivo arriva sotto questa stima i fornitori possono trattenere i risparmi; se il costo la supera devono pagare, accollarsi, la differenza.

Un via di mezzo tra il rimborso di un servizio in cui i diversi fornitori sono pagati per ciascun servizio reso a un paziente e la quota capitaria in cui i fornitori ricevono una somma forfettaria per paziente indipendentemente dal numero di servizi che il paziente riceve.

L’obiettivo è quello di condividere il rischio del costo del servizio tra pagatore e fornitori, puntando a migliorare la comunicazione, il coordinamento e l'efficienza tra i diversi operatori sanitari che offrono servizi specializzati e spesso complementari, incoraggiando una spesa più strategica, una pianificazione dell'assistenza che si tradurrà in costi più bassi insieme ad una migliore qualità dei servizi.

Pertanto, gli obiettivi che i sistemi di “Bundled payments” possono perseguire sono principalmente:

• Migliore qualità dell’assistenza

• Spesa più intelligente e contenimento dei costi

• Rafforzamento della coordinazione e dell’integrazione delle cure

• Persone più orientate ed attente alla salute.

Pagamenti in bundle sono stati proposti nel dibattito sulla riforma dell’assistenza sanitaria negli Stati Uniti come strategia per ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, specialmente durante l’amministrazione Obama (2009-2016). I pagatori commerciali hanno mostrato interesse per i pagamenti in bundle al fine di ridurre i costi; i risultati sono stati promettenti e molti ospedali sembra si siano adattati bene al cambiamento: nel 2012, è stato stimato che circa un terzo del rimborso sanitario degli Stati Uniti ha utilizzato una metodologia aggregata.

Anche i datori di lavoro e le aziende che offrono pacchetti di benefit in genere preferiscono il sistema di pagamento in bundle, in quanto crea un processo più snello per la compilazione e l'evasione delle richieste, riduce drasticamente i tempi di amministrazione e crea costi di copertura più prevedibili e completi.

 

In questo ambito in Italia troviamo i Cregs (Chronic related Groups), come nuovo modello di presa in carico e trattamento delle cronicità sul territorio, in sperimentazione in Lombardia.

Il Creg fotografa l'assistito nella sua reale condizione di bisogno con l'obiettivo di farsene carico nel modo più completo e adeguato possibile, attribuendo una tariffa unitaria per ciascun gruppo di patologie croniche ed affidandola tramite gara ad un gestore.

Una tariffa ed una definizione di un nuovo modello organizzativo di presa in carico dell’utente da parte di un soggetto che dovrà svolgere la funzione di provider e di casemanager. Questo nuovo soggetto gestore deve garantire la presa in carico dei pazienti, la continuità del percorso assistenziale, interagendo con tutti gli attori coinvolti nella gestione della patologia.

Un modello in cui la presa in carico si basa sulla capacità di mettersi a “fianco” del paziente, accompagnandolo ed indirizzandolo, attraverso l’individuazione di un unico centro responsabile della presa in carico rispetto all’attuale molteplicità di attività e servizi, con l'obiettivo di superare la visione “verticale” delle cure passando dalla logica a “silos” a quella del “processo integrato”.

Regione Lombardia, DGR IX/937/10, IX/1479/11 e DDG San 4383/11


[1] Un insieme di eventi concatenati tra loro secondo precise metriche e regole gerarchiche che governano le transazioni e consentono il monitoraggio delle attività di business dall’inizio alla fine


Approfondimenti

Amol S. Navathe, Zirui Song, Ezekiel J. Emanuel, The Next Generation of Episode-Based Payments, American Medical Association 2017

https://www.researchgate.net/publication/317081982_The_Next_Generation_of_Episode-Based_Payments

Creg: Chronic Related Group, Intesa sindacale

www.simetsind.it/docsOpener.php?fp=file%2FCREG.pdf

Iniziatica medica lombarda, CREG, Primi passi e prime evidenze

http://www.iml.lombardia.it/progetto-iml/progetto-creg.html

Karen E. Joynt Maddox, E. John Orav, Jie Zheng, and Arnold M. Epstein, Evaluation of Medicare’s Bundled Payments Initiative for Medical Conditions, The new england journal o f medicine, 2018;379:260-9

Jacobson G., Casillas G., Medicare advantage 2016 - KFF 2016 May 11

https://www.kff.org/medicare/issue-brief/medicare-advantage-2016-spotlight-enrollment-market-update/

Obama Barack, United States Health Care Reform. Progress to Date and Next Steps, Clinical Review& Education, American Medical Association 2016

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2533698

Orszag Peter R., US Health Care Reform. Cost Containment and Improvement in Quality, American Medical Association 2016

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2533695

Porta M., Gatti G., Bundled Payments, Promozione salute 1-2018

https://cipesalute.org/wp-content/uploads/2018/04/Promozione-Salute-marzo-2018-1.pdf

Ricci A., Longo F., Modelli innovativi a confronto: Lombardia ed Emilia-Romagna, Salute e territorio n. 201

http://www.formas.toscana.it/rivistadellasalute/fileadmin/files/fascicoli/2014/201/09-ricci.pdf

Scott Byron C., Eminger Tricia L. , Bundled Payments: Value-Based Care Implications for Providers, Payers, and Patients, 2016 Dec; 9

http://www.ahdbonline.com/issues/2016/december-2016-vol-9-no-9/2277-bundled-payments-value-based-care-implications-for-providers-payers-and-patients

Wadhera Rishi K., Yeh Robert W., JoyntMaddox KarenE., The Rise and Fall of Mandatory Cardiac Bundled Payments, American Medical Association 2018

https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2668573
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/budled-paymets?authuser=0

Parco della salute

 
 
 
 

INDICE ANALITICO GENERALE

tutte le voci del sito

 
 
 

Sull’argomento si veda anche la scheda: TECNOLOGIA

 

 

 
 
Parco della salute, della ricerca e dell’innovazione di Torino

Un progetto di un polo di terziario avanzato integrato, in unica localizzazione, che ha l’obiettivo di sviluppare sinergie tra le eccellenze in campo ospedaliero, didattico, di ricerca (clinica, di base, traslazionale[1]).

Si articola in:

· POLO DELLA SANITÀ E DELLA FORMAZIONE CLINICA: circa 127.000 mq di cui 5.000 dedicati alla formazione clinica ed una capienza di 1.040 posti letto,

· POLO DELLA DIDATTICA: circa 71.000 mq dedicate alle attività afferenti ai corsi di Laurea specialistici, magistrale e triennale in medicina o delle professioni sanitarie; attività formative strettamente connesse all’assistenza ospedaliera, per 5.000 studenti,

· POLO DELLA RICERCA: circa 10.000 mq per un’utenza di 1.000 persone tra docenti, assistenti, dottorandi, e personale ausiliario,

· POLO DELLA RESIDENZIALITÀ D’AMBITO: circa 5.000 mq per servizi di foresteria per gli ospiti in permanenza temporanea.

 

Un’opera da 568 milioni da realizzare in partenariato pubblico-privato:

    • 437,5 milioni per gli edifici,
    • 18,5 milioni per le bonifiche,
    • 112 milioni per tecnologie e arredi.

Il finanziamento pubblico è di 250.457.500 euro (238.457.500 dello Stato, 12,2 milioni della Regione) per la costruzione delle strutture.

Il privato sosterrà il 70% della spesa di realizzazione degli edifici (306 milioni) e sarà remunerato grazie al canone ottenuto dai risparmi sui costi della gestione corrente.

La formula del partenariato pubblico-privato metterà in moto un finanziamento aggiuntivo da parte dei privati di 526,6 milioni portando l’investimento complessivo a superare i 922 milioni (effetto leva).

L’Accordo di Programma è stato siglato il 15 novembre 2017

 

 

[1] Branca interdisciplinare del campo medico supportata da tre colonne: "benchside, bedside and community", ossia dal laboratorio, al letto del paziente, al dialogo con la comunità. La missione è quella di migliorare la ricerca e lo sviluppo di strumenti diagnostici nuovi e accessibili e trattamenti per i disturbi clinici che interessano la popolazione globale e di educare i medici, gli scienziati e i pazienti. (European Society for Traslational Medicine)



Approfondimenti

Regione Piemonte, Presentazione del Parco della Salute: studio di fattibilità

http://www.regione.piemonte.it/pinforma/images/DOCUMENTI/Parco_della_Salute_studio_fattibilit_ok.ppt
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/parco-della-salute?authuser=0

Tecnologia

 
 
 
 

INDICE ANALITICO GENERALE

tutte le voci del sito

 
 
 

Sull'argomento si vedano anche le schede:

PARCO DELLA SALUTE di Torino

INNOVAZIONE

 

 
 
L’impatto della tecnologia sulla programmazione sociale e sanitaria

Il caso della Health Tecnology Assessment (HTA).

Tecnologia: Intesa come applicazione e uso di strumenti in senso lato, ossia di tutto ciò (ivi comprese le conoscenze matematiche, informatiche, scientifiche) che possono essere applicati alla soluzione di problemi pratici, all’ottimizzazione delle procedure, alla presa di decisioni, alla scelta di strategie finalizzate a determinati obiettivi.”[1]

In quanto innovazione la tecnologica appare in continua e rapidissima espansione coinvolgendo anche massicciamente il settore sociale e sanitario come una forma di mediatrice tra l’emergere di (nuovi) bisogni e la disponibilità di nuovi mezzi in grado di soddisfarli. Contribuisce a risolvere problemi e può generare per le imprese un vantaggio competitivo ed uno sbocco sul mercato.

I settori in cui la tecnologia apre notevolissime opportunità in diversissimi campi sono innumerevoli in infinite declinazioni e combinazioni tra di loro.

Nel nostro campo possiamo solo ricordare, tra i tanti settori: la diagnostica, gli interventi strumentali, i farmaci; l’intelligenza artificiale; le tecnologie dell'informazione, della comunicazione, della telemedicina (Information and Communications Technology, ICT) anche con la tendenziale eliminazione delle distanze e del tempo; l’assistenza, la sicurezza come l’utilizzo di sistemi satellitari per il controllo del territorio, delle abitazioni, delle persone; l’utilizzo connesso ed unitario di informazioni raccolte e disperse in ambienti diversi (Open Data); la formazione a distanza; le piattaforme web; il sistema dei trasporti e dei movimenti come l’elisoccorso o l’utilizzo di droni; la robotica; la stampa in 3D, etc. (Si veda l’accezione di “smart” welfare)

Alcune indicazioni operative si possono trovare nella “Social Thech Guide”[2] che cura una rassegna dei 100 migliori progetti selezionati ogni anno a livello internazionale e nelle “30 ideas to reboot equality in Europe”[3], mentre a livello nazionale una breve rassegna di alcune piattaforme emergenti è curata nel 2017 da Pasquinelli e Rusmini in Welforum[4].

La spesa in tecnologia è onerosa, modificando anche notevolmente i budgets.

Per averne una indicazione si pensi che dei 112,542 miliardi della spesa sanitaria corrente in Italia nel 2016, il 28,1% è da attribuirsi ai cosiddetti “consumi intermedi”: prodotti farmaceutici, emoderivati, dispositivi medici, manutenzione ordinaria, servizi di ricerca e sviluppo e formazione del personale[5].

Se in economia la spesa viene distinta tra costo ed investimento[6], nel nostro campo, lo spostamento dell’attenzione dalla tattica (i costi immediati) verso la strategia (i risultati futuri) e, in parallelo, l’evoluzione del concetto di costo verso quello d’investimento per la salute dei singoli e della popolazione[7], la distinzione appare meno netta. Parlando di tecnologia si può assumere che la distinzione resti nella valutazione dei ritorni[8] a breve, medio, lungo termine.

In ogni caso, parlando di investimenti si possono individuare due livelli:

  • acquisto di nuovi singoli mezzi e strumenti per aumentare le possibilità di servizi ed interventi (es. nuove tecnologie) o il numero dei possibili beneficiari (es. strumenti che migliorano l’efficienza del sistema o permettono di raggiungere territori e persone);
  • costruzione di infrastrutture complesse che contribuiscono allo sviluppo di un territorio come quelle che concentrano in luoghi specializzati ed interconnessi gli interventi, le attività di ricerca e la produzione, la didattica ed i laboratori, in una logica che ricorda i distretti industriali[9] (vedi il progetto di Parco della salute di Torino).

In generale, fino a quando gli interventi hanno una scarsa componente tecnologica, come tradizionalmente quelli specificamente sociali, siamo in presenza di un settore produttivo che gli economisti chiamano a scarsa intensità di capitale e conseguente alto utilizzo di forza lavoro. Sarebbe a dire che, a parità di spesa, si creano più posti di lavoro in questi settori rispetto ad altri, mentre l’introduzione della tecnologia tende ad invertire questa relazione.

È il tema generale della riduzione della forza lavoro attraverso l’introduzione della tecnologia su cui ci si interroga a partire dalla rivoluzione industriale e che ha assunto nuovo impulso negli ultimi anni[10].

Recenti studi in questo campo (McKinsey Global Institute[11], OECD[12]) indicano che, allo stato attuale delle conoscenze sulle tecnologie, una percentuale di poco inferiore al 50% delle attività umane è passibile di una qualche forma di automazione. L’analisi, ovviamente, è differente a seconda che i lavori e le funzioni siano ritenuti (al momento) più o meno automatizzabili. Nel nostro campo lo studio McKinsey ritiene che i servizi sociali e sanitari abbiano una potenzialità di automazione del 36%, mentre quelli educativi del 27%: sicuramente meno di altri settori in cui si può raggiungere il 73%.

Pertanto, l’investimento in tecnologia mentre da un lato può aumentare le possibilità di intervento, può anche ridurre il numero degli occupati producendo un impatto sociale perverso: un robot di assistenza ai disabili o l’uso di droni per portare medicine in luoghi difficilmente accessibili possono aumentare notevolmente i livelli di assistenza ed abbattere i costi unitari, ma tendono a rendere inutili le persone che fino ad allora svolgevano queste funzioni.

In questi termini la scelta (politica) di programmazione pubblica è, essenzialmente, tra ridurre la spesa complessiva degli interventi utilizzando la tecnologia o mantenerne lo stesso livello reinvestendo i risparmi per aumentare lo spettro degli interventi e/o il numero dei soggetti interessati.

Un tema particolare riguarda gli interventi di carattere specificamente sanitari, settore in cui la tecnologia, anche per gli interessi economici dei produttori e fornitori, è in espansione tumultuosa. L’idea di fondo, meglio il sillogismo, che permea il sistema pubblico universalistico è che se un intervento è possibile, allora lo si deve attuare; indipendentemente dai costi. E non si parla solo di interventi veri e propri (es. un trapianto cardiaco, l’utilizzo di particolari apparecchiature diagnostiche, farmaci ad altissimo costo, etc), ma anche di una serie di condizioni connesse e/o collaterali alla cura: pensiamo, ad esempio, alle condizioni cosiddette alberghiere degli interventi ospedalieri (aria condizionata, camere singole, bagno interno, pasti, etc) o agli interventi di elisoccorso. Costi che tendono a fare aumentare esponenzialmente la spesa pubblica.

Questa idea (sillogismo) nasce da quella catena logica “Valori, diritti, obiettivi, azioni, che connette strettamente i valori di una società ai diritti dei suoi cittadini e quindi agli obiettivi da raggiungere” (Merlo, 2014[13]). Ma “quando si passa dai diritti a specifiche prestazioni connesse si parla di «prestazioni doverose che costano» (Giorgis, 2006), o anche di «diritti condizionati», ossia sottoposti all’effettiva disponibilità di risorse e, pertanto, di diritti che possono assumere una valenza relativa”. Il parametro «condizionante» per eccellenza, infatti, coincide con il principio di equilibrio finanziario, obbligo di copertura delle spese e risorse disponibili (Bifulco, 2003, p. 177)”[14].

Siamo, pertanto, di fronte ad un dilemma, una scelta di carattere politico.

Il tema è particolarmente importante in campo sanitario, in cui la componente tecnologica risulta essere maggiormente importante, in una fase di maggiore attenzione alla spesa sanitaria pubblica che richiede contemporanea attenzione nell’allocazione delle risorse sulle tecnologie (ivi compresi i dispositivi medici, le grandi attrezzature, le procedure e i modelli organizzativi e gestionali) che dimostrino un adeguato rapporto costo-beneficio[15].

La “Health Technology Assessment” (HTA)

In questa direzione da alcuni anni si è sviluppata una metodica denominata “Health Technology Assessment” (HTA)[16] che ha l’obiettivo di valutare gli effetti reali e/o potenziali della tecnologia, sia a priori che durante l’intero ciclo di vita, nonché le conseguenze che l’introduzione o l’esclusione di un intervento ha per il sistema sanitario, l’economia e la società.

È un approccio multidimensionale e multidisciplinare per l’analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia attraverso la valutazione di più dimensioni quali l’efficacia, la sicurezza, i costi, l’impatto sociale e organizzativo.

L'HTA valuta quindi l'efficacia sperimentale (in termini d'efficacia assoluta o efficacy), l'efficacia pratica (detta "efficacia relativa" o effectiveness) e l'efficienza (efficiency) di ciascuna tecnologia che prende in esame.

“Nella fattispecie, il termine "tecnologia" si riferisce tanto agli interventi terapeutici e riabilitativi quanto agli strumenti, alle apparecchiature, alle procedure mediche e chirurgiche, ai protocolli d'intervento e d'assistenza, alle applicazioni informatiche, e non ultimo ai sistemi organizzativi e gestionali.

Nell'assistenza sanitaria, siamo ancora molto lontani dall'aver dimostrato con certezza la necessità e l'appropriatezza di molte prestazioni mediche. È noto, infatti, che a seconda della situazione la medesima prestazione può essere necessaria e appropriata, ma anche inappropriata e perfino dannosa. Attualmente, si stima che la percentuale degli interventi sanitari la cui efficacia è scientificamente provata oscilli, a seconda delle discipline mediche, dal 30 all'80%. Purtroppo, la crescita costante dell'offerta sanitaria ha prodotto non soltanto dei benefici, ma anche alcuni effetti indesiderati; è ormai assodato che una maggiore disponibilità di prestazioni sanitarie può anche determinare un eccesso di trattamenti, con tutti gli svantaggi che ne derivano, inconvenienti che sovente sono maggiori dei benefici.

Stanziare maggiori risorse per la sanità, quindi, non vuol dire necessariamente ottenere più salute nella popolazione. Ecco perché, di fronte all'incremento costante della spesa sanitaria, causata sia dall'invecchiamento della popolazione, sia dal progresso incalzante di tecnologie sempre più costose, diversi paesi stanno adottando l'HTA come strumento di valutazione delle prestazioni mediche. L'HTA è dunque una metodologia per valutare le prestazioni sanitarie erogate o comunque disponibili, e pianificare e gestire in modo più funzionale l'assistenza ai cittadini.

Le scelte compiute nella sanità e nella politica sanitaria vanno adottate in base a dati scientifici e certi, e devono essere basate sulle prove desunte dalla ricerca clinica sperimentale rigorosamente condotta (evidence-based). L'HTA, quindi, aiuta a prevenire l'erogazione di prestazioni inefficaci, inappropriate o superflue nell'ambito del sistema sanitario, contenendo così la spesa che comporterebbero e migliorando la qualità complessiva dell'assistenza medica.”[17]

 


[1] Treccani http://www.treccani.it/vocabolario/tecnologia/
[2] Social Thech Guide, http://www.socialtech.org.uk/nominet-trust-100/2016/
[3] Equality Rebboted, https://www.hubpraha.cz/en/european-social-innovation-competition-2017-equality-rebooted/
[4] Pasquinelli S., Rusmini G., https://welforum.it/piattaforme-digitali-avanza/
[5] Gimbe, 3° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale 2018 http://www.rapportogimbe.it/3_Rapporto_GIMBE.pdf
[6] Il costo definisce una spesa in uscita per l’acquisto di un bene, un servizio o una risorsa senza avere necessariamente un beneficio economico. L’investimento è una spesa ragionata per acquistare un bene, un servizio o una risorsa dal quale ci si aspetta a lungo o breve termine un ritorno economico o immateriale positivo.http://www.treccani.it/enciclopedia/investimenti_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/
[7] Si veda lo studio sulle le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità, la malattia cronica ostruttiva polmonare e alcuni tumoriCardiometabolica.org, Rapporto costo/beneficio della prevenzionehttp://www.cardiometabolica.org/itschede/story$num=17.html
[8] In medicina Evidence Based Medicine (EBM)
[9] Sistema produttivo costituito da un insieme di imprese, prevalentemente di piccole e medie dimensioni, caratterizzate da una tendenza all’integrazione orizzontale e verticale e alla specializzazione produttiva, in genere concentrate in un determinato territorio e legate da una comune esperienza storica, sociale, economica e culturale. (Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/distretto-industriale_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/)
[10] La questione è complessa ed articolata poichè per alcuni autori la perdita di posti di lavoro nella produzione ultima potrebbe essere compensata dall’aumento nei settori connessi alla produzione delle macchine.
[11] McKinsey Global Institute, 2017 http://www.aipos.it/wp-content/uploads/2017/01/MGI-A-future-that-works-Full-report.pdf
[12] OECD, 2017 Future of Work, 2017, http://www.oecd.org/employment/future-of-work.htm
[13] Merlo G., p.49 e seg.
[14] Merlo G., ivi
[15] AGENAS, http://www.agenas.it/aree-tematiche/hta-health-technology-assessment?jjj=1497018342784&jjj=1507558411984
[16] Ministero della salute, http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1202&area=dispositivi-medici&menu=tecnologie
[17] Biblioteca medica virtuale, http://www.bmv.bz.it/j/index.php?option=com_content&view=article&id=620&Itemid=104&lang=it

 

 

Approfondimenti

AGENAS, HTA Health Technology Assessment

http://www.agenas.it/aree-tematiche/hta-health-technology-assessment?jjj=1497018342784&jjj=1507558411984

Battistoni F., Tecnologia e sociale: quale relazione e quale ruolo per l’impresa sociale?, Iris Network 2016

http://irisnetwork.it/wp-content/uploads/2015/09/SB-battistoni.pdf

Biblioteca medica virtuale, Cosa é HTA

http://www.bmv.bz.it/j/index.php?option=com_content&view=article&id=620&Itemid=104&lang=it

Drummond M., Tarricone R., Torbica A., Valutazione economica di dispositivi medici, Economics and finance, 2018

http://economics.oxfordre.com/view/10.1093/acrefore/9780190625979.001.0001/acrefore-9780190625979-e-105

Equality Rebboted, 30 ideas to reboot equality in Europe

http://eusic.challenges.org/30-ideas-reboot-equality-europe/

ESN, Innovazione e tecnologia: qual è il loro ruolo nel futuro dei servizi sociali?

http://www.esn-eu.org/news/954/index.html

Fondazione Zancan, Cittadinanza generativa. La lotta alla povertà. Rapporto 2015

http://www.welfaregenerativo.it/news/la-spesa-sociale-da-costo-investimento-presentato-

Gimbe, 3° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, 2018

http://www.rapportogimbe.it/3_Rapporto_GIMBE.pdf

Kaplan R.S., Haas D.A., “How not to cut health costs”, Harvard Business Review, November 2014

https://hbr.org/2014/11/how-not-to-cut-health-care-costs

McKinsey Global Institute, A future that works: automation, emplyoment and productivity, 2017

http://www.aipos.it/wp-content/uploads/2017/01/MGI-A-future-that-works-Full-report.pdf

Ministero della salute, Health Technology Assessment

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1202&area=dispositivi-medici&menu=tecnologie

Nesta, 30 ideas to reboot equality in Europe

https://www.nesta.org.uk/blog/30-ideas-to-reboot-equality-in-europe/

OECD, Future of Work, 2017,

http://www.oecd.org/employment/future-of-work.htm

Pasquinelli S., Rusmini G., Piattaforme digitali: il nuovo che avanza, Welforum.it 2017

https://welforum.it/piattaforme-digitali-avanza/

Polisena J., et altri, Metodi di valutazione della tecnologia sanitaria, Journal of Technology in International Health Care, 2018

https://www.cambridge.org/core/journals/international-journal-of-technology-assessment-in-health-care/article/health-technology-assessment-methods-guidelines-for-medical-devices-how-can-we-address-the-gaps-the-international-federation-of-medical-and-biological-engineering-perspective/169911F8D201A73C0A40F880FBFAECED#

Quattrone M., Tagliare i costi in sanità? I “cinque errori” da evitare, Quotidiano sanità 2018

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=36917

Social Thech Guide,

http://www.socialtech.org.uk/nominet-trust-100/2016/
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/tecnologia?authuser=0
Pagina 10 di 51

Contatti

P.zza Bologni, 355
Palermo, PA Mobile: +39 320.9345815
www.italiasociale.it