Christian

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Nuove forme di finanziamento

 
 
 
Cinque per mille, Contributo, Crowdfunding, Donazione, Foundrasing, Microfinanza e microcredito, Mini bond, Social bond, Social bonus, Social impact bond, Social lending, Sponsorizzazione, Titoli di solidarietà
 
 
 

INDICE ANALITICO GENERALE

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In argomento si vedano le schede: FINANZIAMENTI CLASSICI: trasferimenti pubblici

ricognizione di tutte le risorse per il welfare

modalità di finanziamento agli Enti

in particolare: QUOTA CAPITARIA PONDERATA:

Un esempio relativo alle politiche giovani

Un esempio relativo ad organizzazioni di volontariato

 
 
 

Alle tradizionali fonti di finanziamento, principalmente di natura pubblica, si stanno affiancando nuove modalità legate a strumenti finanziari di natura privata tanto che il Comitato economico e sociale europeo (CESE) individua le “forme ibride” come un modo per ampliare l’offerta e supportare la domanda di finanziamenti per le “imprese dell’economia sociale” in molteplici approcci e modalità. Da cui i termini di: "finanza etica", "finanza morale", "finanza sostenibile", "finanza alternativa", "finanza mutualistica", "finanza autogestita", etc. (1)


Di seguito alcuni degli strumenti operativi. (2)

 
 
Bond
    • Mini bond

Titoli di credito che possono essere emessi da un’impresa non quotata, il cui principale obiettivo è quello di raccogliere nuove risorse finanziarie, realizzando una diversificazione delle proprie fonti di finanziamento con conseguente attenuazione dei rischi connessi alla forte dipendenza dai canali bancari. Possono essere emessi da società di capitali, da società cooperative e mutue assicuratrici diverse dalle banche e dalle micro-imprese. Nati per le Piccole Medie Imprese (PMI), come canale di finanziamento complementare al sistema bancario, potenzialmente potrebbero rientrare nel panorama delle cooperative ed imprese sociali.

    • Social bond (3)

Detti anche Titoli di solidarietà (previsti dalla Legge di riforma del Terzo settore), sono obbligazioni tradizionali emesse dalle banche che devolvono una quota dell’ammontare sottoscritto ad associazioni ed enti non profit o, semplicemente, perché l’importo raccolto è esclusivamente dedicato ad organizzazioni del Terzo Settore. In sostanza il meccanismo è lo stesso dei bond tradizionali: durata predeterminata (solitamente 4-5 anni) per il rimborso del capitale, pagamento periodico degli interessi (cedole solitamente trimestrali), tasso variabile più spread a copertura del rischio, delle spese e del margine della banca, oppure, tasso fisso. Già con numerose applicazioni in Italia, rappresentano una reale opportunità data la buona propensione al sociale, soprattutto del pubblico retail.


Ma anche: Contratti Epc, Development Impact Bonds (DIBs), Energy performance contract, Finanza ad impatto sociale, (Social) impact finance, Pay by Results (PbR), Pay for Results (PfR), Pay for Success (PfS), project bond, Saving cost bond (Scb), Socially Responsible Investing (SRI).

Termini ed acronimi riconducibili alla più generale cornice della social impact finance o finanza ad impatto sociale intesa come un investimento finanziario in un’iniziativa di politica sociale che garantisca un ritorno economico all’investitore e allo stesso tempo produca servizi di welfare.

Cinque per mille (4)

Indica una quota dell'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), che lo Stato italiano ripartisce tra enti che svolgono attività socialmente rilevanti (ad esempio non profit, ricerca scientifica) come sostegno alla loro attività. La decisione di versare è a discrezione del contribuente, contestualmente alla dichiarazione dei redditi.

Da non confondersi con l’8 per mille che è destinato alle organizzazioni religiose. (5)

Si noti che ogni contribuente che effettua questa scelta destina all'ente da lui prescelto il cinque per mille delle proprie imposte effettive: quindi la firma di un contribuente ad alto reddito comporta un trasferimento di fondi maggiore rispetto alla firma di un contribuente a basso reddito. Venne introdotto, a titolo iniziale e sperimentale dalla legge finanziaria del 2006 e successivamente confermato. Con la Legge di riforma del Terzo settore è stata allargata la platea dei destinatari del beneficio, estendendola a tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro Unico Nazionale. La norma, inoltre, prevede una serie di obblighi di trasparenza e informazione, sia per i soggetti beneficiari che per l’amministrazione erogatrice.

Contributo

Erogazione su progetti, solitamente per bandi, sia da parte di privati (tipico esempio le Fondazioni bancarie) che da parte di enti pubblici, a partire dalle organizzazioni internazionali ed europee, allo Stato e alle sue articolazioni.

Crowdfunding (6)

(“finanziamento di massa”), anche Civic crowdfunding e foundrasing (previsti dalla Legge di riforma del Terzo settore): indica in generale il processo con cui più persone conferiscono somme di denaro, anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere, utilizzando una piattaforma. Se il concetto di colletta non è di certo nuovo, ciò che lo rende una vera innovazione sociale è la possibilità di creare una comunità attiva che condivida interessi ed esperienze grazie ai social, secondo un principio di collaborazione che parte dal basso. Strumento utilizzato anche da Enti pubblici.

Le piattaforme hanno caratteristiche diverse. È possibile classificarle in quattro categorie:

● Reward-based prevede una ricompensa: chi decide di investire su un progetto o comunque dare il suo contribuito per vederlo un giorno realizzato, riceve una ricompensa non in denaro (ad esempio, si finanzia uno spettacolo teatrale e in cambio si ottiene il biglietto per assistere alla sua rappresentazione). Tale ricompensa varia in base all’investimento fatto ed in base al progetto sostenuto.

● Donation-based consente di fare donazioni per sostenere una determinata causa o iniziativa, senza ricevere nulla in cambio: ad esempio, si sostiene la campagna elettorale di un candidato con lo scopo di favorirne l’elezione.

● Lending-based (denominato anche “social lending” o “peer to peer lending”) si basa sulla creazione di una comunità nella quale i Richiedenti (coloro che richiedono un prestito) e i Prestatori (coloro che investono il proprio denaro prestandolo ad altri) possono interagire direttamente tra loro, senza ricorrere ad intermediari, ottenendo così condizioni migliori per entrambi: tassi più bassi per chi ottiene il prestito e interessi più alti per chi presta denaro. All’interno della comunità si crea in questo modo un mercato, nel quale i tassi correnti sono determinati solo e soltanto dall’incontro diretto tra domanda e offerta.

● Equity-based consente, tramite l’investimento on-line di acquisire un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

Il Crowdfunding ibrido è la combinazione di più tipologie, tra le quali prevalgono in generale Reward e Donation.

Quelli sopra descritti, peraltro, sono modelli esemplificativi e non esauriscono l’insieme delle forme di crowdfunding esistenti a livello globale. Si sta ad esempio diffondendo il nuovo modello “royalty based” nel quale si finanzia una determinata iniziativa ricevendo in cambio una parte dei profitti.

Donazione (7)

Normata dal Codice Civile, è un contratto che si configura come un negozio a titolo gratuito in cui l’autore della donazione non riceve alcun corrispettivo; il contratto (al di fuori di quelle di modico valore) deve essere fatto per atto pubblico notarile.

Con la Legge di riforma del Terzo settore sono state introdotte ulteriori agevolazioni sia per donazioni da privati che da aziende ed enti. In particolare, la normativa delle agevolazioni fiscali per le persone fisiche prevede donazioni in denaro e in natura detraibili al 30% fino ad un massimo di € 30.000 per ciascun periodo d'imposta; in caso di donazioni in favore delle ODV (Organizzazioni di Volontariato) l'aliquota sale al 35%; in alternativa, le donazioni in denaro o in natura sono deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato. Per le aziende ed enti: donazioni in denaro e natura deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato e rimozione del limite imposto dalla normativa precedente (70.000 euro/annui); se la deduzione supera il reddito complessivo dichiarato, l'eccedenza può essere dedotta fino al quarto periodo d'imposta successivo.

Foundrasing

Vedi crowfounding

Microfinanza e microcredito

Consiste nell'erogazione di prestiti e di finanziamenti di basso importo, anche a soggetti “non bancabili”: persone che non avrebbero accesso ai canali tradizionali poiché prive di qualsiasi garanzia reale o personale da offrire. D’altronde lo stesso sistema creditizio tradizionale evita di offrire crediti di piccolo importo per gli elevati costi fissi di ciascuna pratica. Sono strumenti orientati a favore delle fasce più povere della popolazione (tipico nel “terzo mondo” per il supporto all'avvio di una micro impresa a conduzione familiare, l'acquisto dei sementi per la coltivazione, ecc.) In questo caso sono presi in considerazione anche ricavi sociali di lungo periodo, quali l'emancipazione delle popolazioni povere, la riduzione della disoccupazione e della criminalità, ecc.

Per un’analisi approfondita degli strumenti e di una casistica su micro finanza e microcredito si veda il lavoro di Cantino V., Coni S., Fiandrino S, Venture philanthropy: il supporto non finanziario a sostegno dell'imprenditorialità sociale. Il caso di Fondazione CRT, Impresa sociale 7-2016 pag. 64-75

http://www.rivistaimpresasociale.it/rivista/item/160-venture-philanthropy-supporto-non-finanziario-imprenditorialita-sociale-fondazione-crt.html

Social bonus

Credito d'imposta per persone fisiche e aziende per recupero da parte di immobili pubblici inutilizzati e beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata e da questi enti utilizzati per lo svolgimento delle attività di interesse generale con modalità non commerciali. Vedi la Legge di riforma del Terzo settore.

https://italianonprofit.it/riforma/social-bonus

Social Lending

Prestiti a tassazione agevolata per chi presta fondi tramite portali on line. Vedi la Legge di riforma del Terzo settore.

Sponsorizzazione

È un contratto atipico in forza del quale una azienda può chiedere di associare il proprio marchio con quello di un’organizzazione, riconoscendo a quest’ultima un compenso. Le aziende utilizzano con una certa frequenza lo strumento della sponsorizzazione del no profit per diverse ragioni: di comunicazione (veicolare il loro impegno sociale), di marketing (per raggiungere un pubblico già segmentato), di responsabilità sociale d’impresa (per restituire parte del valore aggiunto agli stakeholder), di politica fiscale (per dedurre i relativi costi).

Relativamente al tema della sponsorizzazione delle PA si veda la Guida del Dipartimento della funzione pubblica Testa P., Guida operativa alle sponsorizzazioni nelle amministrazioni pubbliche, Dip. Funzione pubblica, Rubettino 2003

http://www.magellanopa.it/kms/files/Sponsorizzazioni.pdf

Titoli di solidarietà

Si tratta, in sintesi, di obbligazioni (minimo 36 mesi) e altri titoli di debito nonché certificati di deposito (min 12 mesi) che gli Istituti di credito possono emettere per finanziare esclusivamente gli impieghi a favore degli enti del Terzo settore. Il regime fiscale viene equiparato a quello dei titoli di Stato (12,50%). Legge di riforma del Terzo settore

Vedi anche Social bond

https://italianonprofit.it/riforma/titoli-di-solidarietahttp://www.fisac-cgil.it/68371/riforma-terzo-settore-e-i-titoli-di-solidarieta?pdf=68371
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/finanziamenti-innovativi?authuser=0

Sustainable Development Goals (SDGs)

Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Agenda 2030

 
 
 

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Vedi anche la scheda: Soustanible model of business

SUL TEMA SI VEDANO ANCHE LE SCHEDE:

INDICATORI DI BENESSEREINDICATORI SOCIALIWORLD INEQUALITY REPORTINDICE DI GINIDISEGUAGLIANZE SOCIALI

e in AREE TEMATICHE: DISEGUAGLIANZE

 

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

 
 
 
https://www.unric.org/it/agenda-2030
 
 

Obiettivo 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Obiettivo 6. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

Obiettivo 7. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Obiettivo 8. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Obiettivo 9. Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

Obiettivo 10. Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni

Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico

Obiettivo 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile

Obiettivo 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

 

Documentazione:

Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development

https://sustainabledevelopment.un.org/post2015/transformingourworld
Versione integrale dell'Agenda 2030 in italianohttps://www.unric.org/it/images/Agenda_2030_ITA.pdf

Verso l'Agenda 2030: riflessioni preliminari sugli SDGs

https://www.unric.org/it/archivo-sdgs

Presentazione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

https://www.unric.org/it/images/2016/April/UN_DPI_SDG_presentation_ITA_PDF.pdf
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/sustainable-development-goals?authuser=0

Questionari o test in aula

con l'utilizzo di Internet e le risorse web

 
 
 

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sull'argomento si vedano le schede:

STRUMENTARI per la programmazione

DIAGRAMMI

 
 
 

Scheda a cura di Alessio Drivet

 

 

In molte situazioni appare necessario conoscere le opinioni o conoscenze delle persone a cui ci si rivolge, si sta lavorando, insegnando.

Quando il gruppo di riferimento è piccolo, è prevalente la relazione tra i suoi componenti, o ci si trova in un ambito di “scoperta” (un gruppo di lavoro che analizza un tema provando a formalizzarne gli elementi) le modalità più opportune sono la discussione pubblica e l’utilizzo di strumenti tipicamente qualitativi (vedi la scheda: Strumentari).

In altri contesti appare più utile utilizzare strumenti che raccolgano le opinioni rapidamente, se si ritiene in forma anonima, e le organizzino in numerosità e percentuali.

A questo fine esistono alcuni strumenti coinvolgenti e semplici da usare per creare quiz, discussioni, sondaggi, etc, che possono essere utilizzati con immediatezza (di domande e risposte) utilizzando risorse del web.

Essenzialmente si basano su due componenti:

· una “stazione di governo” costituita dal conduttore, dotata di un collegamento web e, per riunioni pubbliche, di una superficie su cui porre e proiettare le domande (LIM o semplice videoproiettore)

· device di ogni tipo che si possano collegare a Internet (smartphone, computer, tablet) in possesso dei partecipanti, da usare come risponditori.

Le domande saranno pubblicate dal conduttore su di uno schermo, i partecipanti risponderanno con il loro device, e tutti vedranno immediatamente i risultati complessivi.

 

In questa sede si presentano due di tali strumenti.

Kahoot!.

È uno strumento utilizzato tipicamente nella didattica, essenzialmente per verificare l’esito di un insegnamento o fare delle gare tra i partecipanti.

Il conduttore si registra su https://getkahoot.com/ e quindi crea un quiz a risposta multipla che avrà un suo PIN di riferimento.

I fruitori non devono fare altro che collegarsi al sito https://kahoot.it/, digitare il PIN sul loro device, inserire il proprio nome o un nickname (che sarà quello con cui verrà identificato il partecipante sullo schermo e al quale saranno assegnati i punteggi), rispondere ed inviare.

Ogni volta che il tempo definito è scaduto si passa alla domanda successiva dopo di che appare la risposta corretta ed un istogramma con il numero di risposte ricevute per ogni opzione e una classifica.

I risultati finali possono essere scaricati in Excel per essere valutati.

 

Google Moduli

È uno dei tanti servizi Cloud free di Google. Molto potente con moltissime opzioni, ma può essere utilizzato anche in forme semplici ed immediate. Può rivolgersi ad un pubblico allargato, fino ad arrivare ai social.

Per utilizzarlo il conduttore deve avere un account Google ed accedere ad una pagina specifica (https://docs.google.com/forms/) in cui impostare il sondaggio, che può essere a risposte chiuse o aperte.

In questo modo il sistema creerà una URL a cui i partecipanti dovranno collegarsi con i loro device per rispondere.

I risultati finali possono essere scaricati in una forma di Excel per essere analizzati.

NOTA: La URL che viene prodotta dal sistema è sempre piuttosto lunga e complicata: vi è una opzione per ridurla, ma il risultato è ancora poco maneggiabile. Due suggerimenti: 1. utilizzare il programma free TinyUrl (https://tinyurl.com/) che la riduce molto di più e meglio: è sufficiente copiare la URL originaria nella casella di TinyUrl e riceverne una da fornire facilmente ai partecipanti; 2. Utilizzare un programma free per creare un QRcode (esempio https://qrcode.tec-it.com/it): è sufficiente copiare la URL originaria nella casella dedicata per ottenerne uno che i partecipanti potranno scansionare per connettersi.

 

Approfondimenti:

Guida introduttiva all’utilizzo di Google Moduli

https://gsuite.google.it/learning-center/products/forms/get-started/#!/NOTA: in tale sede si dice che è necessario un account G Suite, ma per il nostro utilizzo è sufficiente un account Google

Semplici spiegazioni su come operare

https://www.topcontributor.it/2017/09/google-moduli-verifichetest-e-sondaggi/https://www.scuolaetecnologia.it/2016/09/23/francesca-lazzari/google-forms-modo-migliore-raccogliere-informazioni-dati-risposte-etc
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/questionari-o-test-in-aula?authuser=0

World Inequality Report

 
 
 

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Sul tema si veda in AREE TEMATICHE: DISEGUAGLIANZE

 

The World Inequality Report 2018 relies on a cutting-edge methodology to measure income and wealth inequality in a systematic and transparent manner. By developing this report, the World Inequality Lab seeks to fill a democratic gap and to equip various actors of society with the necessary facts to engage in informed public debates on inequality.

Ha l’obiettivo di fotografare la situazione attuale, comprendere quale evoluzione ci ha portati ad essa ed ipotizzare alcuni scenari per il futuro.

È il frutto del lavoro di più di cento ricercatori provenienti da tutto il mondo effettuato su un gigantesco database (WID.world) reso pubblico e dunque a disposizione di chiunque voglia approfondire l’analisi.

https://wid.world/

Diversamente dall’indice di Gini, che è un indicatore aggregato, il "grafico dell’elefante" (1) utilizzato in questo Report (così chiamato per la sua forma) fa riferimento a ogni singolo decile di reddito e permette di individuare l’andamento dei corrispondenti redditi.

 
 

World Inequality Report 2018:

Source for Global Inequality Data; Methodology; Indipendent research.https://wir2018.wid.world/
 
 

Negli ultimi decenni, la disuguaglianza del reddito è aumentata in quasi tutti i paesi, ma a velocità diverse, suggerendo che questo sia conseguente alle diverse politiche messe in atto.

Dal 1980 ad oggi l’1‰ più ricco del mondo ha aumentato la propria ricchezza tanto quanto la metà del mondo dei più poveri: se negli anni ’80 l’elite, composta dall’ 1%, si prendeva quasi il 10% della crescita del reddito sia negli USA che in Europa Occidentale, nel 2016 si era arrivati al 12% in Europa occidentale, ma è più che raddoppiato (20%) negli Stati Uniti.

Negli USA questa impennata della disuguaglianza è attribuita alle “enormi disuguaglianze nell’istruzione” e ad un sistema fiscale diventato sempre meno progressivo, mentre nell’Europa occidentale il declino della progressività delle imposte è stato minore che negli USA e le politiche in materia di retribuzioni e della istruzione sono state più favorevoli per i ceti con redditi bassi e medi.

In Russia, Cina e in India (a ritmi diversi a seconda della velocità con cui si sono sviluppate le singole economie in ogni paese) sarebbero responsabili dell’aumento delle disuguaglianze le liberalizzazioni del mercato e le privatizzazioni.

 
World Inequality Report 2018https://wir2018.wid.world/
 

Approfondimenti:

Alvadero F., Chancel L., Piketty T., Saez E., Zucman G., (Curators), World Inequality Report 2018, World Inequality Lab, 2018

https://wir2018.wid.world/

Barolini A., World inequality report 2018. Cosa dice il rapporto completo sulla disuguaglianza nel mondo, Lifegate 2018

https://www.lifegate.it/persone/news/world-inequality-report-2018

(1) Boldrini M., Dente G., Galotto L., L’elefante della disuguaglianza globale, Eticaeconomia 2018

https://www.eticaeconomia.it/lelefante-della-disuguaglianza-globale/
 
Fonte: https://sites.google.com/site/programmazionesociale/home/box-di-approfondimento/world-inequality-report?authuser=0
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