La comunicazione è facoltativa per il modello 730 precompilato 2020 e obbligatoria per il 2021 1 ed è la principale novità del decreto del 3 febbraio 2021 del ministero dell’Economia e delle finanze che definisce alcuni principi sulla comunicazione delle informazioni

Per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, a partire dai dati relativi all’anno d’imposta 2020, le Onlus, le associazioni di promozione sociale, le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico oppure lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate una comunicazione con i dati sulle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibiliricevute nell’anno precedente da persone fisichecon l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti eroganti.

Questa novità – del tutto facoltativa per i dati relativi all’anno 2020, ma obbligatoria il prossimo anno per i dati fiscali 2021 – è prevista dal decreto 3 febbraio 2021 del Ministero dell’economia e delle finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio 2021.

Il decreto fissa alcuni importanti principi relativi alla comunicazione delle informazioni, individuando i soggetti interessati, i contenuti, le modalità e i tempi dell’invio (dapprima facoltativo, poi obbligatorio) dei dati.

I soggetti interessati

A partire dall’anno d’imposta 2020 (dichiarazione dei redditi 2021), la trasmissione dei dati delle erogazioni liberali interesserà:

  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (art. 10, commi 1, 8 e 9 dlgs n. 460/1997);
  • le associazioni di promozione sociale (art. 7 l. n. 383/2000);
  • le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico (dlgs. n. 42/2004);
  • le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.

Cosa deve contenere la comunicazione

La comunicazione delle erogazioni liberali dovrà contenere:

  • i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibili, eseguite nell’anno precedente da persone fisiche;
  • l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti eroganti.

Tra i dati da comunicare, il decreto prevede anche l’ammontare delle erogazioni liberali restituite nell’anno precedente, con l’indicazione del soggetto a favore del quale è effettuata la restituzione e dell’anno nel quale è stata ricevuta l’erogazione rimborsate.

Al riguardo, deve rammentarsi che la comunicazione delle erogazioni liberali per gli enti del Terzo settore (Ets) deve contenere esclusivamente i dati relativi a oneri sostenuti tramite banca, ufficio postale o altri strumenti di pagamento tracciabili.

Inoltre, a partire dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea (art. 101, comma 10 dlgs. n. 117/2017) e quindi dal periodo d’imposta successivo a quello di operatività del Runts, se successivo all’autorizzazione, le disposizioni contenute nel decreto in questione si applicano agli Ets destinatari delle erogazioni liberali (art. 83 d.lgs. n. 117/2017).

In merito alle istruzioni operative per la trasmissione delle comunicazioni, un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate le disciplinerà.

Le possibili sanzioni

Per i dati relativi al 2020 il decreto dispone un invio facoltativo prevedendo che non si applicheranno sanzioni in caso di omessa o errata trasmissione.

Sarà invece sanzionato l’errore nella comunicazione che comporti un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata.

I tempi

La scadenza per la trasmissione dei dati è fissata al 16 marzo 2021, termine unico per i soggetti tenuti a inviare i dati necessari per il modello 730 precompilato.

Salve a tutti e benvenuti al consueto appuntamento con web radio social di Roberta Sabella Cominciamo la nostra rassegna da un articolo pubblicato sul sito cantiereterzosettore.it   con titolo

A partire dalla data della operatività prevista per questa primavera, si avvia il processo di popolamento e migrazione degli enti. Ecco una simulazione cronologica per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, comprese le articolazioni territoriali e i circoli affiliati alle nazionali.

Il 2021 si prospetta come un anno fondamentale per quanto riguarda la piena e completa attuazione della riforma del Terzo settore, che non si potrà definire tale fino a che non sarà operativo il registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) e non sarà entrata in vigore la nuova parte fiscale, prevista e disciplinata dal Titolo X del codice del Terzo settore.

Se per quanto riguarda il momento di entrata in vigore della parte fiscale vi è tuttora molta incertezza (non essendo stata ancora richiesta la relativa autorizzazione all’Unione europea), l’istituzione del Runts dovrebbe avvenire, secondo quanto è stato ribadito più volte recentemente dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nel periodo che va tra fine aprile ed inizio maggio di quest’anno, e porterà con sé un notevole cambiamento nel panorama normativo degli enti non profit.

È importante a questo punto evidenziare meglio quali siano le importanti novità collegate all’operatività del registro unico, provando a fare chiarezza su come le diverse tipologie di enti dovranno comportarsi in merito all’iscrizione ad esso.

In questa prima parte analizzeremo in particolare la situazione delle organizzazioni di volontariato (Odv) e delle associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte ad oggi ai registri regionali e provinciali, oltre a quella delle Aps nazionali e dei circoli affiliati ad Aps nazionali.

È previsto anche un ulteriore articolo sulla situazione delle Onlus, delle associazioni sportive dilettantistiche (Asd) e degli enti che ad oggi non sono iscritti ad alcun registro di settore.

Cominciamo la nostra rassegna da un articolo pubblicato sul sito cantiereterzosettore.it  Molte scuole di musica sono attualmente costituite in forma di “associazione di natura culturale”, in quanto tale e in quanto in possesso dei requisiti di democraticità, assenza di scopo di lucro e trasparenza gestionale nonché nella misura in cui si qualificano come “ente non commerciale”, sono ammesse a quelle agevolazioni fiscali che consentono di non assoggettare a Iva la quota di iscrizione – ad esempio – al corso di sassofono versata dal socio e di non versare su quel corrispettivo le imposte dirette.

Per l’associazione senza scopo di lucro che apre la partita Iva è prevista inoltre la possibilità di ricorrere al regime fiscale semplificato e agevolato di cui alla legge 398/1991, sempreché gli introiti commerciali non superino i 400.000 euro.

Questa situazione cambierà a breve (verosimilmente nel 2022) con l’entrata in vigore del “pacchetto fiscale” previsto dal codice del Terzo settore che attende l’assenso della Commissione europea.

Leggiamo un Articolo di Cantiereterzosettore.it

Ci sono indicazioni che interessano anche il Terzo settore e il non profit nel “Milleproroghe 2021” (dl 183/2020) pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre 2020. Quella di maggiore rilievo è sicuramente quella prevista da due distinte disposizioni presenti nel provvedimento (gli artt. 19 e 3, comma 6) relativamente allo svolgimento delle riunioni online per società, associazioni e fondazioni “fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021”.

Tra le altre novità, inoltre, l’art. 18 proroga al 30 giugno 2021 i termini per l’utilizzo delle risorse volte a contrastare la povertà educativa (art. 18 di cui all’art. 105, comma 1, lett. b dl n. 34/2020), mentre l’art. 11 prevede che le Società di mutuo soccorso (Soms) possano trasformarsi sino al 31 dicembre 2021 senza devolvere il patrimonio.

La proroga riunioni online e le incertezze sul voto elettronico per Odv, Aps e Onlus

Gli enti pubblici nazionali, le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni avranno tempo fino al 31 marzo 2021 per svolgere riunioni online degli organi collegiali, anche se non precedentemente regolamentate, previa individuazione dei sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti. La misura è prevista dall’art. 19 che proroga il termine stabilito all’art. 73 dl n. 18/2020. In particolare, per tali soggetti è prorogato “fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021”.

Analogamente, l’art 3, comma 6 prevede la proroga dei termini stabilita dall’art. 106 dl n. 18/2020 sullo svolgimento delle assemblee online e l’uso degli strumenti di partecipazione, anche se non previste nello statuto, delle società, imprese private, associazioni e fondazioni. Nello specifico, per tali soggetti è prorogato “fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021” lo svolgimento, anche in via esclusiva, delle assemblee mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti e la loro partecipazione, unitamente all’esercizio del diritto di voto in via elettronica o per corrispondenza e all’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione. Da tale previsione risultano però espressamente escluse le organizzazioni di volontariato (Odv), le associazioni di promozione sociale (Aps) e le Onlus.

Queste due misure di proroga – per quanto apparentemente simili – risultano avere una differente portata sostanziale e sono suscettibili di generare alcune incertezze applicative.

Difatti, sebbene il termine finale della proroga sia lo stesso per entrambe le previsioni (“fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021”), nella seconda proroga, a differenza della prima, è incluso anche l’esercizio del diritto di voto elettronico (in quanto previsto espressamente nella disposizione prorogata), ma sono escluse le Odv, le Aps e le Onlus (dato che la norma prorogata, l’art. 106 dl n. 18/2020, non risulta applicabile ad esse).

Dunque, dato il mancato espresso riferimento all’esercizio del voto elettronico nella prima disposizione prorogata applicabile anche alle Odv, alle Aps e alle Onlus (l’art. 73 dl n. 18/2020), rimane l’incertezza in merito alla concreta possibilità che quest’ultime possano comunque ricorrere all’esercizio del diritto di voto in via elettronica durante lo svolgimento delle riunioni online dei loro organi collegiali. Il risultato paradossale è che essere Odv, Aps e Onlus è uno svantaggio rispetto ad essere una normale associazione non iscritta ad alcun registro. Ci auguriamo che quanto prima tale stortura venga risolta.

Pagina 1 di 7

Contatti

P.zza Bologni, 355
Palermo, PA Mobile: +39 320.9345815
www.italiasociale.it