Cominciamo la nostra rassegna da un articolo pubblicato sul sito cantiereterzosettore.it Sono state pubblicate sul sito del Consiglio nazionale dei commercialisti le “Norme di comportamento dell’organo di controllo degli enti del Terzo settore”, uno strumento interno che garantisce trasparenza e garanzia per tutti gli stakeholder coinvolti nella vita di un ente. Si occupa principalmente di vigilare sul corretto andamento della vita sociale, la corretta tenuta dell’amministrazione e l’osservanza dei principi a base degli enti del Terzo settore (Ets). La Riforma lo ha reso obbligatorio per le fondazioni, per gli enti che costituiscono patrimoni destinati e per quelli che superano per due esercizi consecutivi almeno due dei limiti previsti dal Codice del Terzo settore.

Realizzate a seguito di una consultazione pubblica, le linee guida riguardano esclusivamente gli organi di controllo diversi dalle imprese sociali, che saranno destinatarie di una diversa e successiva analisi dal Consiglio nazionale dei commercialisti. 

L’obiettivo è di favorire i commercialisti che vogliano pianificare e organizzare il proprio intervento di vigilanza, ma anche di sottolineare la reale funzione dell’organo di controllo all’interno di un ente del Terzo settore.

Le linee guida riprendono in linea di massima le indicazioni contenute dalle norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate. Questo, però, non in toto: è stata fatta un’attenta verifica delle indicazioni ritenute compatibili ed applicabili con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale ma in molti ambiti si discostano, perché esistono disposizioni specifiche per gli Ets e per rispettare la natura e gli aspetti dimensionali e organizzativi degli enti.

Le norme contengono indicazioni su nomina, incompatibilità e cessazione dei componenti dell’organo di controllo, il suo funzionamento, i suoi doveri, le modalità di partecipazione agli organi sociali l’acquisizione di informazioni, ispezioni e rapporti con gli altri organi sociali, ma anche la denuncia di fatti censurabili e di gravi irregolarità e più in generale di come redigere le relazioni che tale organo è obbligato a fare.

Cominciamo la nostra rassegna da un articolo pubblicato sul sito cantiereterzosettore.it Entra in vigore oggi, venerdì 4 dicembre, e sarà efficace sino al 15 gennaio 2021 il Dpcm contenente le nuove misure anti-Covid per contenere l’emergenza epidemiologica in vista delle prossime festività natalizie.

Le previsioni contenute nel provvedimento introducono nuove prescrizioni in materia di spostamenti, coprifuoco, apertura degli impianti sciistici, scuola e attività di bar, ristoranti, alberghi, negozi e centri commerciali.

Una novità significativa è l’attivazione del piano “Italia Cashless”, in forza del quale, dall’8 al 31 dicembre, chi pagherà con la carta e con App dedicata potrà ottenere il rimborso del 10% su tutti gli acquisti effettuati. Il rimborso sarà possibile fino a 150 euro per ogni singola persona. 

Le restanti restrizioni imposte da questo nuovo Dpcm – riguardanti, ad esempio, lo svolgimento di attività sportive, l’accesso a palestre e piscine, la sospensione di convegni e congressi, l’apertura dei musei e le modalità di svolgimento delle attività inerenti i servizi alla persona – sono le medesime già previste dal Dpcm 3 novembre 2020 che ha diviso l'Italia in zone (gialla, arancione e rossa) e istituendo dei lockdown selettivi. Per gli enti non profit rimane l'indicazione di valutare in base ai singoli casi, leggendo il quadro normativo nazionale, quello locale e le linee guida sulle singole attività.

Ecco i contenuti principali del decreto:

  • dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 sono vietati gli spostamenti tra Regioni e da e per le province autonome di Trento e Bolzano;
  • il 25 e il 26 dicembre 2020 e il 1° gennaio 2021 sono vietati anche gli spostamenti tra Comuni nella stessa Regione;
  • sono consentiti unicamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, rientro alla propria residenza o nella casa in cui si ha il domicilio o in cui si abita con continuità;
  • in tutta Italia il “coprifuoco” è fissato dalle ore 22 alle ore 5;
  • il 31 dicembre 2020 il divieto di spostamento è previsto dalle ore 22 alle ore 7;
  • gli impianti sciistici rimangono chiusi dal 4 dicembre al 6 gennaio;
  • dal 7 gennaio 2021 ricomincerà la didattica in presenza per le scuole superiori per il 75% degli studenti;
  • bar e ristoranti rimangono aperti dalle ore 5 alle ore 18 (massimo 4 persone per tavolo) nelle zone “gialle”, mentre sono aperti soltanto per asporto dalle ore 5 alle ore 22 nelle zone “rosse” e “arancioni”; le consegne a domicilio sono sempre consentite;
  • gli alberghi rimangono aperti senza però la possibilità di organizzare, per la sera del 31 dicembre 2020, veglioni e cene;

dal 4 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021 i negozi possono essere aperti fino alle ore 21; nei centri commerciali, nei giorni festivi e prefestivi compresi dal 4 dicembre al 15 gennaio, è consentita l’apertura soltanto di alimentari, farmacie, parafarmacie sanitari, tabacchi, edicole e vivai.

Cominciamo la nostra rassegna da un articolo pubblicato sul sito cantiereterzosettore.it Con l'approvazione definitiva della conversione del decreto legge sullo stato di emergenza dello scorso 7 ottobre (dl 125), passa l’ulteriore proroga alla scadenza per l’adeguamento degli statuti con maggioranze semplificate per organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus, in base alle indicazioni della riforma del Terzo settore. Slitta tutto al 31 marzo 2021, bypassando la precedente deadline fissata al 31 ottobre 2020. Lo stesso differimento è disposto anche per le imprese sociali. L’intento è quello di allineare sempre di più la scadenza alla data di operatività del registro unico nazionale del Terzo settore, fissata per la prossima primavera.

Per tutti gli enti non profit quindi, comprese le Odv, le Aps e le Onlus, rimane comunque la possibilità di adeguare lo statuto alle indicazioni previste dal Codice del Terzo settore, con le maggioranze previste dall’assemblea straordinaria (la quale prevede solitamente quorum costitutivi aggravati rispetto a quella ordinaria).

Leggiamo un articolo del cantiereterzosettore.it È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge n. 149, meglio conosciuto come Ristori-bis del 9 novembre 2020 che contiene nuove misure in materia di tutela della salute e di sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Vediamo qui di seguito quali sono le principali misure in vigore dal 9 novembre 2020, di particolare interesse per gli enti non profit.

Un fondo straordinario per gli enti del Terzo settore

È stato istituito il Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore per interventi in favore delle organizzazioni di volontariato (Odv) iscritte nei registri regionali e delle province autonome, delle associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), iscritte nella relativa anagrafe.

Il fondo, che prevede una dotazione di 70 milioni di euro per il 2021, è gestito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che stabilisce i criteri di ripartizione delle risorse del fondo tra le Regioni e le Province autonome, anche al fine di assicurare l’omogenea applicazione della misura su tutto il territorio nazionale.

Una proroga ai versamenti dell’imposte sui redditi e dell’Irap

Inoltre, nei confronti dei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, operanti nei settori economici individuati nell’Allegato 1 al d.l. n. 137/2020, che abbiano domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (“zone rosse”) oppure esercenti l’attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (“zona arancione”), è prevista la proroga al 30 aprile 2021 del termine relativo al versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Contributi a fondo perduto per una platea più ampia

Nel Ristori bis, vengono innanzitutto apportate alcune modifiche al decreto n. 137 del 28 ottobre 2020, il Ristori (vedi l’articolo “Coronavirus, i ristori anche per il non profit”).

In quest’ultimo provvedimento, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita Iva attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 1. A quest’ultimo proposito, il d.l. Ristori-bis integra tale Allegato con nuovi codici Ateco inserendone alcuni nuovi, tra i quali: 85.51.00 “corsi sportivi e ricreativi”, 85.52.01 “scuole di danza” e 91.01.00 “attività di biblioteche e archivi”.

È poi riconosciuto un ulteriore contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita Iva attiva, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 2 al decreto e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (le cosiddette zone rosse).

 

 

 

 

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